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Il decalogo dei ciclisti romani
 
Oggi vedremo se Roma è intenzionata a cambiare. O meglio se la sua amministrazione è in grado di farlo. Per le 17,30 i ciclisti romani avranno il primo di una serie di incontri con l'assessore alle Politiche ambientali, a cui dovrebbe partecipare anche quello della Mobilità. Siamo stati convocati in seguito alla tragica morte, sui Fori Imperiali, di Eva Bohdalova, la giovane ciclista uccisa la notte del 29 ottobre mentre tornava a casa in bicicletta. Le iniziative e soprattutto la reazione seria e sensata dei ciclisti romani, riuniti in un coordinamento spontaneo chiamato "Di traffico si muore", ha fatto in modo che anche chi usa la bici come mezzo quotidiano venga inserito in un ripensamento della città, che per ora è affidato solo a cemento e asfalto. Ciò che proponiamo noi è un cambiamento di abitudini e un rovesciamento della questione: non sono io che mi devo proteggere, sei tu che devi rallentare. Quanto segue sono le richieste, necessariamente sintetizzate per la stampa, che porteremo alla giunta che governa la capitale più incivile d'Europa. Prossimamente pubblicheremo anche un Manifesto del ciclista urbano, da proporre anche alle altre città italiane..

Rotafixa, per il coordinamento "Di traffico si muore"
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Il traffico di Roma è ormai fuori controllo.

I ciclisti romani vogliono che gli amministratori prendano, con la massima urgenza, alcune decisioni che ritengono fondamentali per assicurare la convivenza di auto e biciclette sulle strade romane e per assicurare la sopravvivenza fisica dell'utenza fragile, pedoni compresi.

Di seguito gli interventi da applicare, già esistenti nelle città civili, e le considerazioni da tenere presenti.


1 - LO SVILUPPO DELLA MOBILITÀ CICLISTICA URBANA deve essere il perno di
scelte prioritarie come in tutto il moderno mondo civile. Strategia di moderazione, allontanamento e disincentivo dei mezzi amotore dalla città. Si tratta di scelte coraggiose che altre città europee hanno fatto con benefici evidenti.

2 - RIDUZIONE DELLA VELOCITÀ: zone 30 in tutto il Centro Storico,
nelle ZTL e nelle strade interne residenziali. Rigoroso 50 altrove.
Solo sotto i 50 Km/h si ha la possibilità di sopravvivere ad un
investimento. Interventi:

- DOSSI nei tanti "obiettivi" sensibili (scuole, parchi, ospedali)

- ATTRAVERSAMENTI PEDONALI RIALZATI  per evidenziare l'attraversamento e far rallentare i
mezzi anche senza pedoni e bici visibili.

- CONTROLLI preventivi, frequenti e sanzionatori.  Colpevole non è solo chi beve o
si droga, ma chi corre in mezzo ai quartieri, chi "brucia" i semafori
o intimidisce i pedoni accelerando sulle strisce: squallida crescente
deriva da arginare senza ulteriori indugi, a pena di rendersi corresponsabili di omicidi stradali.


3- ITINERARI CICLABILI e Ciclo-Pedonali dovunque sia
possibile. Ogni strada deve diventare ciclabile.

4 - ZTL e ISOLE PEDONALI del Centro
ritornino strumento serio, duraturo e inaggirabile. FUORI LE AUTO
DAL CENTRO.

5 - Si consenta alle bici nelle strade a non alto scorrimento veicolare di andare
contromano con chiara segnaletica.


6- STRADE VERDI E PARCHEGGI DI SCAMBIO .
Si coordini con i Municipi la gestione della viabilità, individuando aree commerciali e
residenziali senza auto (strade verdi). Insieme a Provincia e Regione non si investa in
nuovi quartieri o strade che affluiscono in città senza aver prima
previsto punti di scambio con il trasporto pubblico. Si renda l'uso
dell'auto nella città meno premiante di altre forme di trasporto
mediante una convinta e continuativa politica di incentivi e
disincentivi.

7 - INTERMODALITA' CON MEZZI PUBBLICI  laddove
già possibile includendo tutti i giorni e tutte le fasce orarie su Metropolitana , Tram e
Jumbobus  e prevedendo sui vagoni linea C e B1 e sulle nuove vetture tram e bus un
alloggiamento. Trasporto gratuito con tessera Metrebus.

8  - STALLI E RASTRELLIERE ovunque.

9 - BIKE SHARING di standard parigino e non di facciata come attualmente.

10 - REGOLAMENTO EDILIZIO cittadino per le bici in condominio. Bisogna approvare un
regolamento che permetta di poterle installare in spazi condominiali
senza dover riapprovare il regolamento di condominio.

Vogliamo  che l'incontro del 26 novembre e i successivi possano essere
pubblici e non solo aperti a poche associazioni. Esistono cittadini
che usano assiduamente la bici in città ma che non vogliono avere
rappresentanza, anche perchè spesso le associazioni nascono a scopo
ludico-ricreativo.  Chiediamo che sia invitata la stampa anche quella
specialistica delle bici e che siano coinvolti anche i negozi di bici.
Devono essere  presenti  l'ATAC  e il Comando dei Vigli Urbani.

Auspichiamo che l'incontro non sia un palcoscenico, ma un tavolo operativo che sia
riconvocato mensilmente fino a Maggio 2010, data entro la quale
vorremmo vedere completati interventi a basso costo e apprendere i
piani operativi per Maggio 2011.



Come gesto di grande valore politico e riconosciuta unanime sensibilità
si dedichi ad Eva Bohdhalova un nuovo e struggente, di facile
realizzazione percorso Ciclabile Centrale ad anello
Colosseo/CircoMassimo/P.za Venezia/Fori/Colosseo.

Così come a Luigi Moriccioli la Ciclovia Tevere a Tor di Valle.