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(da leggere agli amministratori il 26 come presupposto per stabilire un dialogo)


Proposta 1 Modifica

Come ciclisti urbani siamo fra i moltissimi cittadini che da anni quotidianamente vivono sulla propria pelle gli effetti di scelte amministrative inique, miopi ed escludenti in materia di mobilità.

Di fatto viviamo in una città che è stata espropriata, cedendo indiscriminatamente ogni spazio e diritto al traffico automobilistico privato, non soltanto le strade e le piazze, ma addirittura marciapiedi e monumenti sono quotidianamente sottratti alla loro funzione pubblica, aggrediti dalla velocità omicida dei veicoli a motore, declassati a parcheggi, degradati anche a causa della inaccettabile tolleranza verso piccoli e grandi soprusi ormai cronicizzati ed accettati passivamente da chi invece dovrebbe sanzionarli.

Ogni giorno assistiamo allo scempio della nostra città, paralizzata e squalificata da un traffico irrazionale e malgestito.

Ogni giorno subiamo la negazione del nostro diritto a una città sicura e pulita, dove le strade siano il tessuto connettivo del territorio per i suoi abitanti e non insensati fiumi di lamiere fumanti che tagliano i quartieri assediando case, scuole, ospedali, mettendo a repentaglio l’incolumità delle persone con comportamenti criminali.

Noi rifiutiamo di arrenderci a questa non-logica violenta e distruttiva, che prevarica chiunque voglia vivere la città scegliendo per i propri spostamenti un veicolo leggero e non corazzato; così straniante da far addirittura perdere il senso e la misura degli spostamenti quotidiani, che ormai numerosi studi indicano avvenire entro distanze talmente brevi da rendere del tutto immotivato l'uso dell'automobile. Quella che ormai è nient'altro che una insostenibile consuetudine continua a venirci spacciata dai media camuffata dietro a immagini di "benessere", "sicurezza", "velocità", "personalità" (!!), ma la Roma che abbiamo sotto gli occhi ci mostra un'altra e ben diversa verità, fatta di inquinamento e insicurezza, degrado del livello di civile convivenza, reiterate paralisi delle strade di tutti a causa dell'egoismo di alcuni, un'inaccettabile catena di morti e incidenti che non deve solo diminuire: deve finire al più presto.

Noi scegliamo e reclamiamo l'attuazione di una mobilità dolce e sostenibile, che si realizzi partendo dal ripristino della democrazia e della legalità nelle strade adesso precluse a pedoni, ciclisti, disabili e spesso anche ai mezzi pubblici (perché quelle che sembrano piccole infrazioni, per molti costituiscono un pericolo di vita), ponendo al centro dell'azione la riduzione del traffico automobilistico e la tutela di chi fin'ora silenziosamente ha pagato l'inerzia, la superficialità e forse le connivenze che hanno permesso questa follia collettiva.

Chiediamo che si promuova seriamente la bicicletta come vantaggioso mezzo di spostamento per tutti, non solo come semplice attività ludica domenicale.

Pretendiamo l'impegno immediato e concreto del Comune e degli Enti che governano la mobilità perchè siano tutelati questi basilari diritti di cittadinanza.

Non siamo venuti ad ascoltarvi su questa o quest’altra proposta ,su piste ciclabili dipinte sui marciapiedi o percorsi ludici o ricreativi ma per capire se realmente questa amministrazione ha il coraggio e l’intenzione di cambiare rotta rispetto alle politiche sulla mobilita e la sicurezza,altrimenti non saremo noi i vostri interlocutori poiché riteniamo che le omissioni siano colpevoli come le azioni,ma non per questo non saremo attenti alle mutazioni che attuerete poiché per un bisogno fisiologico di sicurezza: abbiamo gli occhi bene aperti.

Ridateci la nostra città!


--Coordinamento "di traffico si muore"


Proposta 2 Modifica

CHI SIAMO? Modifica

Come Ciclisti Urbani rappresentiamo tutti i cittadini che utilizzano quotidianamente la bicicletta come mezzo di trasporto, quei cittadini che vivono quotidianamente e sulla propria pelle gli effetti di scelte urbanistiche disastrose.

Roma è la città europea con più automobili. Se numerosi studi indicano che il trasporto automobilistico urbano - entro i 7 chilometri - è più lento di quello ciclistico, a tutt'oggi non esiste la possibilità attraversare Roma in bicicletta se non a rischio della propria vita. Non esiste neanche un progetto che possa far pensare ad un futuro che renda giustizia alla realtà, ossia un futuro in cui sia chiaro a tutti che le automobili paralizzano il traffico, non lo fanno scorrere.

Ma i Ciclisti Urbani non sono i soli a vivere questa realtà inaccettabile: condividiamo con chi prende i mezzi pubblici e con chi va a piedi il vergognoso degrado della nostra città. Roma è stata espropriata ai propri cittadini e ceduta indiscriminatamente al traffico automobilistico privato. In questo modo lo spazio pubblico si è dissolto tra le lamiere delle auto. Non soltanto le strade e le piazze, ma addirittura i marciapiedi e i monumenti sono aggrediti dalla velocità omicida e dall'inquinamento dei veicoli a motore, o declassati a parcheggi.

Non solo ai Ciclisti Urbani o a chi usa i mezzi pubblici, ma a tutti i cittadini viene negato il diritto ad una città sicura e pulita, dove le strade siano il tessuto connettivo del territorio per i suoi abitanti; a tutti i cittadini, al di fuori della propria automobile, viene sbattuta in faccia una realtà violenta, dove le strade sono unite soltanto da una catena di morti e incidenti. Di tutto ciò è responsabile ogni singolo livello dell'amministrazione comunale, da chi redige i progetti a chi dovrebbe sanzionare i soprusi e far rispettare il codice stradale. Di tutto ciò è responsabile anche quell'associazionismo che si riempie la bocca di "biciclette", ma riducendole alla domenica e ai giorni di festa, magari in campagna.

Qui e ora, noi rappresentiamo il cambiamento e il buon senso. Come Ciclisti Urbani lottiamo contro questa logica urbanistica violenta e distruttiva, che prevarica chiunque voglia vivere la città senza la propria automobile. Disobbediamo all'immaginario imposto, quello della Roma piena di salite e di pericoli in cui la biciletta non si può usare, ma neanche i mezzi pubblici. Gli strumenti della nostra lotta sono le biciclette, i mezzi pubblici, e il sogno di una Roma vivibile da tutti i suoi cittadini.


COSA VOGLIAMO? Modifica

Al centro dell'azione amministrativa deve esserci la promozione di un modello diverso di mobilità, che incentivi l'uso dei mezzi pubblici, delle biciclette, di pattini, skateboard, delle gambe e delle scarpe.

Per questo chiediamo che le automobili siano disincantivate radicalmente e con tutti i mezzi, attraverso sistemi di tasse e divieti di circolazione in numerose zone e in molte fasce orarie.

Chiediamo che alla bicicletta e ai mezzi pubblici venga resa giustizia, dando loro la possibilità di essere quello che già sono: i migliori mezzi di trasporto per tutti, non solo per chi li usa. Nelle aree urbane biciclette e mezzi pubblici non devono avere pari diritti delle macchine, ma più diritti.

Non siamo venuti qui ad ascoltare Voi o le vostre politiche, perchè le conosciamo, le viviamo ogni giorno. Siete Voi che dovete ascoltare noi, siete Voi che dovete capire i Vostri sbagli e porre rimedio ad una situazione urbanistica vergognosa e mortifera.

Tra di voi, esponenti del Comune e degli Enti che governano la mobilità, chi è venuto, almeno oggi, con i mezzi pubblici o in bicicletta? Vergognatevi! Non sapete neanche di cosa state parlando.


I Ciclisti Urbani di Roma, attraverso il coordinamento "di traffico si muore".