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1 - LO SVILUPPO DELLA MOBILITÀ PEDONALE E CICLISTICA come pilastri principali della mobilità urbana come già accade in Germania, Svizzera, Olanda e in tutto il moderno mondo civile. Permette di ridurre l’esclusione sociale delle fasce deboli favorendo l’equità sociale e la sostenibilità ambientale. Permette inoltre di favorire il trasporto pubblico rispetto al trasporto privato motorizzato.

2 - RIDUZIONE DELLA VELOCITÀ: realizzazione delle Isole Ambientali previste dal Codice della Strada, caratterizzate dalla precedenza generalizzata per i pedoni rispetto agli autoveicoli e da un limite di velocità per questi ultimi pari a 30 km/h in tutta la città. Rigorosi 50km/h su strade urbane di scorrimento, interquartiere e di quartiere. Solo sotto i 50 Km/h si ha la possibilità di sopravvivere ad un investimento. Tali limiti (30 e 50km/h) devono essere raggiunti tramite una accorta riqualificazione urbana e soprattutto stradale e non attraverso il solo uso della segnaletica stradale. In molte realtà europee le zone con il limite di velocità a 30 km/h riguardano oltre il 50% dei quartieri centrali e residenziali. Interventi strutturali sulla carreggiata stradale:

  • Chicanes
  • DOSSI e PIATTAFORME RIALZATE
  • TTRAVERSAMENTI PEDONALI RIALZATI  per evidenziare l'attraversamento e far rallentare i mezzi anche senza pedoni e bici visibili
  • NCROCI RIALZATI
  • CONTROLLI più severi per chi utilizza spazi pedonali e ciclabili come parcheggi


3 – PISTE CICLABILI E PERCORSI CICLABILI sulle strade in cui è prevista una velocità di 50km/h. Dove questo non fosse possibile per ragioni inerenti alla sezione stradale ristretta si dovranno prevedere altre forme di tutela per i ciclisti: percorsi promiscui auto-bici con riduzione della velocità delle prime tramite interventi strutturali sulla carreggiata stradale o percorsi ciclo pedonali che non siano penalizzanti per i pedoni. Ogni strada deve essere pedonale e ciclabile.

4 – DOPPIO SENSO PER LE BICI: nelle strade a senso unico per i mezzi motorizzati venga istituita una seconda corsia, di dimensioni idonee e segnalata nella giusta maniera, che permetta alle biciclette il doppio senso di marcia.

5 - ZTL e ISOLE PEDONALI e STRADE VERDI ritornino strumento serio, duraturo e non aggirabile. Soprattutto il centro storico, in quanto non è stato costruito per le auto e per questo non riesce a reggerne il peso, deve essere salvaguardato da queste.

6 – CORSIE PREFERENZIALI: deve esserne interdetto l’uso agli N.C.C. e alle auto blu

7- PARCHEGGI DI SCAMBIO. Non devono essere realizzati all’interno dell’anello ferroviario. Devono contenere parcheggi biciclette interni alla stazione e, all’esterno, parcheggi per ciclomotori e per auto. Devono essere individuati alcuni parcheggi di scambio che possano accogliere i pullman turistici (ad esempio Stazione Aurelia) i quali non dovranno più poter entrare all’interno dell’anello ferroviario.

8 – intermodalità: prevedere parcheggi biciclette, adeguati nella forma e nel numero, in ogni stazione delle linee metropolitane e dei treni metropolitani in modo da rendere più facile e sicuro lo scambio bici-treno e bici-metro

9 – BICI AL SEGUITO permettere alle biciclette di salire su metropolitane (esistenti e di progetto), tram e Jumbobas prevedendo 1 vagone allestito appositamente per l’alloggiamento delle bici.

8  - STALLI E RASTRELLIERE lungo le strade: posizionare stalli per la sosta delle biciclette davanti a tutti gli uffici e i servizi pubblici e istituire un fondo da ripartire tra i municipi da spendere unicamente per la posa in opera di rastrelliere nei luoghi in cui i cittadini dei vari municipi lo richiedano magari attraverso l’istituzione di un numero verde dedicato

9 - BIKE SHARING: estenderlo all’intera città e non alla sola area centrale, collocando le postazioni ad una adeguata distanza e nel numero adeguato (vedi studi di settore)

10 - REGOLAMENTO EDILIZIO cittadino per il parcheggio delle bici nei condomini. Approvare un regolamento che permetta di realizzare parcheggi per biciclette in spazi condominiali stabilendo una corrispondenza tra bici che è possibile parcheggiare e mq a disposizione in modo tale da permettere comunque, in tali spazi di solito non molto ampi, il gioco e la libera circolazione dei bambini.

11 – proventi delle multe: attuare l’articolo 208 del nuovo codice della strada, inerente “I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie”, che prevede che i proventi delle contravvenzioni per violazioni dello stesso codice siano dedicati a vari tipi di iniziative volte all’educazione stradale ed al miglioramento della circolazione sulle strade, tra cui è citata esplicitamente “la realizzazione di interventi a favore della mobilità ciclistica”, nonché “in misura non inferiore al 10 per cento, ad interventi per la sicurezza stradale, in particolare a tutela degli utenti deboli: pedoni, ciclisti, bambini, anziani, disabili”.

12 – PIANIFICAZIONE: redigere un nuovo piano del traffico favorendo un percorso partecipativo (che non si riduca ad un solo incontro concertativo) che parta dai Municipi. Ogni Municipio dovrà redigere il proprio piano del traffico aprendo dei percorsi di reale partecipazione e collaborazione con i cittadini. Sarà poi compito degli uffici tecnici del Comune far dialogare tra loro i piani suddetti. Una volta completato il P.U.T. (Piano Urbano del Traffico), che il Nuovo codice della strada rende obbligatorio, e che dovrà contenere indicazioni circa tutte le modalità di mobilità, dovrà essere redatto, con lo stesso iter, il Piano di Settore della ciclabilità urbana che dovrà scendere maggiormente nei dettagli per ciò che riguarda questa tipologia di mobilità.

13 – SUV: interdire la circolazione e la sosta dei SUV nel centro storico e in tutte quelle strade o aree ritenute non idonee alla loro presenza: aree di particolare pregio ambientale e/o storico, strade in cui ci sia la presenza di scuole, asili nido o comunque dove sia riscontrata una presenza maggiore di bambini, strade con una ridotta sezione stradale.