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Mi sembra utile aprire una pagina dove raccogliere estratti e riferimenti normativi circa i temi di una mobilità ciclistica sostenibile.Esempi di leggi comunali e regolamenti locali possono essere portati ad esempio come "best pratice" da applicare anche a Roma.Inizio postando quello che è l'esempio del Comune di Milano dove vige un regolamento regionale, integrato con disposizioni comunali che hanno permesso la diffusione delle biciclette nei cortili dei condomini.


BICI NEI CORTILI

Portare la bici nei cortili è più semplice di quel che si pensi: si può cambiare il regolamento condominiale con la maggioranza semplice. C’è una legge regionale e il regolamento d’igiene del Comune di Milano. E poi ci sono le sentenze favorevoli ai ciclisti.

CICLOBBY e FIAB hanno organizzato giovedi 16 gennaio presso la sede dell’ANCMA (g.c.) una conferenza stampa sulla questione delle bici nei cortili.

Sono intervenuti: l’avv. Franco Casarano, Presidente di ASSOCOND; Augusto Castagna, Coordinatore dell’Associazione Italiana Città Ciclabili; Cosimo Liguori dello IACP di Milano; Bertoletti dell’Ufficio d’Igiene del Comune di Milano; il Consigliere comunale Paolo Hutter; la dott.ssa Vignali, magistrato; e poi Stefano Melloni, Guido Pugliese e Luigi Riccardi.  
Tutti hanno convenuto sull’importanza - al fine di favorire la circolazione delle bici - di poter tenere la bici presso la propria abitazione.  Per modificare i regolamenti condominiali che impediscono l’accesso delle bici alle parti comuni (cortili e altri spazi) è sufficiente la maggioranza semplice dell’assemblea condominiale.  Vi sono sentenze che hanno dato comunque ragione ai condomini cui, in base al regolamento condominiale, veniva impedito l’accesso ai cortili.

La legge della Regione Lombardia 38/92 impegna poi i Comuni a inserire nei Regolamenti Edilizi Comunali l’obbligo a prevedere appositi spazi all’interno degli edifici residenziali da destinare al deposito delle bici.  Purtroppo la stragrande maggioranza dei comuni ha finora disatteso questo obbligo. La stessa legge prevede che gli enti proprietari di edilizia residenziale pubblica debbano provvedere a fornire spazi per il deposito delle bici. Liguori dello IACP di Milano ha assicurato che il suo Istituto si è messo in regola con questa prescrizione.

Dal marzo 1995, infine, il Regolamento d’Igiene del Comune di Milano impone di aprire i cortili per il deposito delle bici. Casarano e Vignali hanno sostenuto che quest’obbligo supera i divieti dei regolamenti condominiali i quali, quindi, devono essere conseguentemente adeguati. Bertoletti ha dichiarato che l’Ufficio d’Igiene del Comune di Milano, quando viene interpellato da condomini che non possono entrare con la bici nel proprio cortile, inoltra una segnalazione alla Polizia Municipale la quale, a sua volta, eleva contravvenzione alla amministrazione condominiale inadempiente.

Come comportarsi dunque quando ancora si incontrano resistenze ad aver riconosciuto il diritto ad accedere con la bici nel cortile della propria casa?

Le strade sono due (e non alternative tra loro): a) denunciare l’inadempienza all’Ufficio d’Igiene, o direttamente alla Vigilanza Urbana (art 3.5.2. del Regolamento d’Igiene del Comune di Milano); b) fare causa all’amministrazione condominiale, magari chiedendo l’assistenza di CICLOBBY. Tutti i partecipanti sono stati comunque d’accordo sull’importanza di sensibilizzare le amministrazioni degli stabili affinché convincano le assemblee condominiali sulla necessità di rendere possibile - per il diritto di ciascun condomino e l’interesse generale della città - l’accesso delle bici nei cortili, magari dotati di apposite rastrelliere, o addirittura, se possibile, in appositi spazi coperti e chiusi.          Camillo Colombani          Luigi RiccardiDa http://fc.retecivica.milano.it/Rete%20Civica%20di%20Milano/ConferenzAmbiente/Ciclobby/Bici%20nei%20cortili/%237403661?WasRead=1